Autore: placman

L’essenza di Carlo

Oggi finalmente sono riuscito a chiudere la FA di questo highball amiatino.

Nell’immensa vallata del Vivo d’Orcia.. a pochi metri della strada.. e “comodamente di strada” quando, di ritorno da Perugia, avevo voglia di tirare 2 tacche. Una breve devizione che da Bettole mi portava, via Chianciano, presso le sorgenti dell’Ermicciolo..

Contavo di chiuderlo in un paio di volte.. poi è diventato mio progetto primaverile.. infine il mio incubo. Ogni volta che ci andavo mi ci muovevo sempre peggio meno.

3 movimenti.. solo 3.. Servono dita forti e precisione.. e tanta pazienza. Oggi sono andato li solo per lui.. per l’ultima volta con il big pad.. nessun blocchetto di riscaldamento, ne altro. Solo io e Carlo. Anche oggi una 20ina di giri..Non sono riuscito a fare il video.. dopo che l’ ho chiuso (culo?) non sono più riuscito a fare il crux.. ce ne faremo una ragione. Per vostro sollazzo il tentativo migliore ed un funny video 😀

W chiodosugna

 

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Degna sepoltura

Una settimana fa, in una torrida giornata, sono venute a mancare le mie fidate ciabatte. Leali compagne di numerosi viaggi ed imprese, dal corso base nel 2011, passando da Adamello, Kalymnos, Siurana e Canton Ticino. Da tempo malate non hanno retto il caldo afoso o il duro avvicinamento…

Ieri hanno avuto finalmente una degna sepoltura, nel luogo che loro amavano di piu..

Non fiori, ma opere di bene.20170514_185301

Passando ad argomenti più frivoli, la stagione dell’ Amiata è ufficialmente ripartita… il sefamoro, come sempre mi attende, immancabilmente ROSSO.

Basta placche da “froci anni 60 (cit.)”

Si torna a fare grado, si torna a maciullarsi le dita

 

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Lo Scansapipponi, 7b+ con partenza sul sasso….

 

Brevi aggiornamenti di tecnica e tattica su blocchi bassi ai tempi moderni

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A breve uscirà l’ultimo capolavoro della famosa catena di libri Alpinistici
E chi meglio di lui è in grado di esprimere al meglio l’essenza dell’alpinismo più puro e libero?

Pietro Gualazzi è un arrampicatore, video maker ed artista. Nasce da qualche parte in Italia e dopo una breve carriera da terzino capisce che il pallone e la fica non fanno per lui…ed anche la cannabis!
Trova fortunatamente nell’alpinismo la vita.. sente il respiro della roccia e l’essenza che essa trasuda…

Si trasferisce quindi in montagna dove tuttoggi vive, in una palafitta di granturco e mais da lui costruita, nella vetta del colle dell’eremita con la sua piccola cagnolina “Spotorna e la ghisa non ti torna”. Ad oggi pulisce e libera (talvolte contemporaneamente) blocchi durissimi nel comprensorio della grotta della mezzanotte infinita.
Nel suo palmares ricordiamo l’ apertura in libera nel 2015 della famosa via “Beijing Cotto” sulla parete Nord del monte Chinkiwaza in condizioni meteo a dir poco proibitive.
A tutt’oggi la via è irripetuta, nonostante le protezioni artificiali aggiunte da pavidi uomini  che null’ altro sanno vedere che un numero seguito da una lettera.

Questa video-audio-guida-tutorial altro non è che il succo, anzi il nettare dell’ultimo corso di aggiornamento organizzato dal CAI alla chiesina di San Biagio.
Qui troverete le ultime novità in tema del sassismo sportivo, con particolare dedizione ai tallonaggi sui blocchi bassi.
Alla fine un abstract della lectio magistralis di Gualazzy su un comunissimo infortunio che purtroppo ormai sempre più spesso affligge il climber moderno: “la lussazione inveterata di caviglia, come conviverci?”

In anteprima mondiale alcuni video-estratti…

Un giorno qualunque

In un giorno qualunque la sveglia suona alla solita ora: 7:55. Un po’ di Whey, latte e muesli… un caffè, anzi 2.

In programma c’ è una scalatina mattutina. Preparo la borsa, mi guardo le mani, l’indice è sempre malconcio.. colpa di quella maledetta plastica e della garetta di 2 giorni fa… quei marmocchi mi hanno stuprato con quei lanci e quei volumi

Vabbè ma la plastica la lascio ai giovini.. oggi c’ è il “the real one”!! mettiamo nello zaino tutto quello che serve: corda, rinvii, imbrago, frutta secca, acqua con moderazione, spazzolina, occhialini anti-cervicale, cappellino antivento, ciabatta magica… ci siamo, oggi che via facciamo? boh.. il dito mi fa ancora male, sono stanco, stranamente mi sono riuscito ad allenare questa settimana. Vabbe, mettiamoci dentro anche le scarpette… quelle lì con la punta buona.. magari 2 giri su quella via che mi sto lavorando ce li faccio.

L’appuntamento: solito posto alle 9:00.. arrivo in anticipo di 5 min. Braccina è già li… cazzo, smania più di me quel finocchio. Per la strada tracce di umido… cazzo cazzo cazzo, speriamo sia asciutto. Parcheggiamo e ci incamminiamo. Dopo il solito lungo avvicinamento arriviamo.. ormai il posto lo conosco bene, ma ogni volta non riesco a non rimanere a bocca aperta di fronte al panorama incantato che mi trovo di fronte…un tenero marmo immacolato ci aspetta.

La via di riscaldamento è sempre quella, Fragoline, un facile 6a ben spittato e per niente unto. L’ideale per scaldarsi le dita. A metà via perdo l’uso e la sensibilità di entrambe le mani. Cazzo, oggi è freddo… Peccato son fuori forma, peccato ho un dito sbranato… sennò oggi c’ era grip..

Allora che si fa? No via.. un giro ce lo devo fare… al massimo mi esplode il dito. 2 giri di nastro e via. Poi tanto vo in ritiro col Perugia.. chissene.. Un paio di giri da secondo… il dito non sembra male… la roccia pure. C’ è solo quella presa all’inizio che odio profondamente.. che è unta come la sugna do Olbia.  La spazzolo, la smagnesio, la guardo e la rispazzolo.. ripeto il tutto 3-4 volte. E ci faccio un paio di giri top rope.

Arrivano le ore 11:45… il pomeriggio lavoro… vabbè un ultimo giro… poi tocca andare. Proviamola da primo che non l’ho mai fatta. Parto…sento le prese abbastanza bene, passeggio la partenza (che solitamente mi creava ben più problemi).. ma cado malamente al terzo rinvio. Non c’ho pelle! basta, mi sono rotto andiamo via.. mi servirebbe 1 goccio di liquida.

Braccino: “Forse ce l’ho io..”. “No.. grande!! Allora cala, riprovo veloce”. 1 sborratina di liquida sulla punta delle dita e via. Mi rilego, e parto subito. Saggio è colui che sa di non sapere, ma io so! So di avercela, la posso chiudere, questo è quello che mi basta. Arrivo nuovamente al passo chiave. Ora si.. la presa me la sento, la liquida mi ha dato Edge!! Cambio piede, mi stabilisco e prendo il bidito. Sono nel duro, anzi durissimo. Ma io sui biditi ci sghiso, ci riposo, ci medito…

Manca poco alla vetta, vedo la luce, la strada maestra. Raccolgo le forze… l’adrenalina mi usce da tutti i pori. Sono al limite. Ma non posso mollare. Lancio al bordo. Mano.. mano, alzo il piede, chiusura finale…la catena davanti a me….La via è chiusa!

Di colpo la percezione del mio corpo svanisce….mi sento un tutt’uno con la roccia… divento marmo. Ricordo solo il mio primo pensiero “peccato sia già finita, ce ne avevo ancora per almeno altri 4-5 metri..”. Vorrei correre ad aggiornare 8a.nu, ma a Belpa il cellulare non prende. Devo pazientare a stasera.

Che grado dargli? non so… 7c+ forse. Sicuramente è molto più facile di Ben Cotto.. pensa che quella via la fanno con i primi 2 rinvii messi e partono sopra ad un sasso.. quello sì che è un bastone…8a o forse 8a+, infatti se il sasso da cui parti è bagnato potresti anche scivolare.

Oggi è un giorno qualunque, ma sono un uomo migliore. Lo dice anche il ranking di 8a.nu (+1 posizione). Sempre più vicino al mio vero obiettivo: la montagna!

Ah come è che si chiama quella via che ho chiuso oggi? Speed mi pare..

 

Breve update

Purtroppo finisce qui questa breve vacanza in terra senese..

La falesia è una verra chicca, chiamata dai locals la cava segreta, un vero eden di marmo immerso in un bosco di platani… un posto veramente unico. Potete trovarvi molte delle vie più ripetute nel centro Italia ed in primavera è necessario prenotare con grande anticipo, vista la calca di climbers che vi approda.

Ma ancor più unica è l’accoglienza che riceverai, del pastore Serafino e del suo cagnolino Tobia, pari solo a quella di Sergio di Grotti, ti faranno sentire a casa tua.

Non parlerò di vie o dei gradi che abbiamo fatto, sarebbe riduttivo nei confronti della bellezza di cui abbiamo potuto godore e dei movimenti unici mai provati.. ma una via merita una piccola nota, perchè sono riuscito, inaspettatamente, a chiuderla poco prima di andare via.. Le due piccole sessioni precedenti non avevano dato i frutti sperati, ma all’ultimo giorno l’uccello “Pippa” mi ha suggerito la giusta beta, pochi minuti prima del tramonto, quando la corda era già rifatta e le scarpette già nello zaino. Ma ho deciso di dare un ultimo, definitivo e conclusivo tentativo.. e volando come il Bianconiglio di Carrol sono arrivato con facilità in catena: Vai Appesaro, 7b/+, classic ruote, vera via di riferimento!

Grazie ancora a Serafino per le numerose merende rifocillanti e le serate di baldoria

Un ultimo pensiero al mio sponsor, senza cui nulla di tutto ciò sarebbe mai stato realizzabile..

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