Autore: placman

Back to Belpa

La nuvoletta Fantozziana che fedele mi segue in ogni mia rara giornata da climber, oggi si era spostata verso Abbadia, ovvero il posto che ieri avevo accuratamente selezionato come meta odierna.

Ma dalla sera alla mattina ilmeteo.it sostituisce i solicini con nuvolette di pioggia, eccheccazzo… (ordinaria amministrazione ormai)

Si vira per Belpa, ultima visita un paio di mesi fa, mi ricordo che era un caldo infernale..roba da non respirare. Avevo provato una variante carina… ma era troppo caldo.. le mani colme di sugna per il troppo caldo grippavano sul marmo come la slitta di babbo natale il 25 dicembre.

Variante di attacco di un 6a che, fra eliminanti (non vale mai ne il bordo destro e sinistro) e varianti nulla ha a che vedere con l’originale. Per chi non ha di meglio da fare o ha chiuso tutto il resto, la linea si chiama “tutto vietato” che rende bene l’idea di cosa può essere usato.. più o meno, soprattutto nei primi 3 spit. Grado 7a, soft!

#WBelpa, #WChiodofisso, #Onorealcamioncino

 

B&B Santa Vittoria – La perla della Sabina

Se andate ad arrampicare in zona rieti/grotti, sempre che le vostre deboli dita ve lo consentano, sicuramente dovete fermarvi nel più bel B&B italiano: il B&B santa vittoria!

Ogni anno ci rechiamo, con il nostro “gruppo di arrampicatori di roccia a mani nude”, in questi splendidi luoghi e ci fermiamo sempre in questo caratteristico B&B.
Il titolare Sergio è una persona cortese e simpatica, che farà di tutto per farti sentire a casa.. ci ha pure concesso l’uso della cucina per prepararci un ottimo piatto di carbonara ed offerto del buon vino.
Camere silenziose e spaziose.
Colazione spaziale con ottimi prodotti tipici locali.
Vicinissime anche le bellezze della Sabina: i Castelli Sabini con le sue torri, abbazie e palazzi baronali ed i due laghi.
Non vedo l’ora di tornarci
Si consiglia di portare:
– scarpe comode
– pantoloni enov
– cane trasandato
– fidanzata drogata

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Inizio anno in ticino

“Is there anything climbable?” Questa è la domanda che mi pone un signore tedesco sulla 40ina verso l’ora di pranzo quando, in una giornata torbida ed umida, ci incontriamo a Cresciano, entrambi girovagando per ogni settore come palline matte alla ricerca di un blocco asciutto.

In tutta Cresciano ci siamo noi ed altri 2 ragazzi che, ormai stremati dall’inutile ricerca, si stanno dilettando con droghe di ogni tipo e genere.. l’inconfondibile aroma della Cannabis pervade tutto il bosco

Sapevo che avrei trovato la neve.. e vabbè. Cazzo ci mancava pure la nebbia, stracazzo!!

La mia risposta è “no.. nothing dry” ma in realtà poco dopo ho la brillante idea di provare a silire un po. Infatti sotto il mega tetto al settore Brasc Vunc trovo 2 linee asciutte. Una è un 6c+ abbastanza soft, che seppure umido riesco a sbrogliare in pochi giri. 2 metri sotto c è un’ altra linea che si è salvata dalla pioggia: Killer Finger, 7b. Il nome dice abbastanza. Finisco li sotto la mia giornata, 4 a spazzolare, soffiare, imprecare e provare quei singoli cosi duri.. forse è l’umido ma penso di essere riuscito a fare giusto un paio di movimenti

Il resto è in questo video 🙂

 

Progetto placchista

Nell’angolo più sperduto di Belpa, priva per la quasi totalità della giornata dei raggi del sole, Pane e Voltaren vive.

Sopravvissuta alla ri-chiodatura, o forse meglio chiamarla destrutturazione… a cui non sono scappate le adiacenti Medea e Via dell’Orto. la sua catena ruggente e rugginosa persiste penzolante pochi centrimetri sopra una inquietante spaccatura.

8 metri, tacchette, poche e molto dolorose.. specialmente una, quella che adesso sei obbligato a prendere dopo che, un anno fa circa, è esplosa la presa del passo chiave, innalzando di un paio di gradi la durezza della via.. che ad oggi è stata ripetuta solo da Guendalina.

La fantasia non ha limite, tavolta sconfina in follia. C’ è un game da fare, un progetto…  si chiama “Cadaver lab”, siamo sul 7c… unica regola: tenessi!! Si va dritti, sulla variante più dura possibile, un riposo dopo pochi metri, poi pedalare. Causa la penuria di spit, servono 8 rinvii ed una longe per “proteggere” la via. L’ultimo spit probabilmente va saltato.

Se la vuoi provare con molta probabilità la via sarà libera…

Questa è la linea… buona fortuna

La linea mostra una ripetizione top rope con simulata di moschettonaggio da primo.. 3 stelle Michelin.

 

 

 

 

 

L’essenza di Carlo

Oggi finalmente sono riuscito a chiudere la FA di questo highball amiatino.

Nell’immensa vallata del Vivo d’Orcia.. a pochi metri della strada.. e “comodamente di strada” quando, di ritorno da Perugia, avevo voglia di tirare 2 tacche. Una breve devizione che da Bettole mi portava, via Chianciano, presso le sorgenti dell’Ermicciolo..

Contavo di chiuderlo in un paio di volte.. poi è diventato mio progetto primaverile.. infine il mio incubo. Ogni volta che ci andavo mi ci muovevo sempre peggio meno.

3 movimenti.. solo 3.. Servono dita forti e precisione.. e tanta pazienza. Oggi sono andato li solo per lui.. per l’ultima volta con il big pad.. nessun blocchetto di riscaldamento, ne altro. Solo io e Carlo. Anche oggi una 20ina di giri..Non sono riuscito a fare il video.. dopo che l’ ho chiuso (culo?) non sono più riuscito a fare il crux.. ce ne faremo una ragione. Per vostro sollazzo il tentativo migliore ed un funny video 😀

W chiodosugna

 

Degna sepoltura

Una settimana fa, in una torrida giornata, sono venute a mancare le mie fidate ciabatte. Leali compagne di numerosi viaggi ed imprese, dal corso base nel 2011, passando da Adamello, Kalymnos, Siurana e Canton Ticino. Da tempo malate non hanno retto il caldo afoso o il duro avvicinamento…

Ieri hanno avuto finalmente una degna sepoltura, nel luogo che loro amavano di piu..

Non fiori, ma opere di bene.20170514_185301

Passando ad argomenti più frivoli, la stagione dell’ Amiata è ufficialmente ripartita… il sefamoro, come sempre mi attende, immancabilmente ROSSO.

Basta placche da “froci anni 60 (cit.)”

Si torna a fare grado, si torna a maciullarsi le dita

 

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Lo Scansapipponi, 7b+ con partenza sul sasso….

 

Brevi aggiornamenti di tecnica e tattica su blocchi bassi ai tempi moderni

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A breve uscirà l’ultimo capolavoro della famosa catena di libri Alpinistici
E chi meglio di lui è in grado di esprimere al meglio l’essenza dell’alpinismo più puro e libero?

Pietro Gualazzi è un arrampicatore, video maker ed artista. Nasce da qualche parte in Italia e dopo una breve carriera da terzino capisce che il pallone e la fica non fanno per lui…ed anche la cannabis!
Trova fortunatamente nell’alpinismo la vita.. sente il respiro della roccia e l’essenza che essa trasuda…

Si trasferisce quindi in montagna dove tuttoggi vive, in una palafitta di granturco e mais da lui costruita, nella vetta del colle dell’eremita con la sua piccola cagnolina “Spotorna e la ghisa non ti torna”. Ad oggi pulisce e libera (talvolte contemporaneamente) blocchi durissimi nel comprensorio della grotta della mezzanotte infinita.
Nel suo palmares ricordiamo l’ apertura in libera nel 2015 della famosa via “Beijing Cotto” sulla parete Nord del monte Chinkiwaza in condizioni meteo a dir poco proibitive.
A tutt’oggi la via è irripetuta, nonostante le protezioni artificiali aggiunte da pavidi uomini  che null’ altro sanno vedere che un numero seguito da una lettera.

Questa video-audio-guida-tutorial altro non è che il succo, anzi il nettare dell’ultimo corso di aggiornamento organizzato dal CAI alla chiesina di San Biagio.
Qui troverete le ultime novità in tema del sassismo sportivo, con particolare dedizione ai tallonaggi sui blocchi bassi.
Alla fine un abstract della lectio magistralis di Gualazzy su un comunissimo infortunio che purtroppo ormai sempre più spesso affligge il climber moderno: “la lussazione inveterata di caviglia, come conviverci?”

In anteprima mondiale alcuni video-estratti…